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Le preoccupazioni di Lino Banfi per il nipote Pietro

Ha compiuto da poco più di due mesi ottant’anni, sessanta dei quali trascorsi tra cinema e televisione. Quasi venti regalando risate e spensieratezza al pubblico di Raiuno nei panni di nonno Libero. Pensare che Lino Banfi, ignaro del succèsso che avrebbe avuto Un medico in famiglia, non voleva nemmeno accettare quel ruolo. Oggi, invece, l’attore, tornato in onda con la decima stagione della serie Tv, è più che entusiasta per i risultati. Banfi ci racconta le nuove avventure che vedranno protagonista la famiglia Martini e ci svela, orgoglioso, un importante traguardo raggiunto da suo nipote Pietro.

 

Lino Banfi come ti sei preparato per tornare a vestire i panni di nonno Libero Martini?

«Sono un attore un po’ cialtrone, che fa casino sul set e non si toglie mai il vizio d’improvvisare. Con buona pace degli autori, a cui chiedo scusa. Non mi dicono niente, per rispetto nei confronti della mia età e della mia esperienza, ma quando a un autore, o a un regista, cambi una battuta, un po’ si scoccia. Spesso, però, mi hanno anche detto che con quei miei guizzi di fantasia avevo arricchito il dialogo. In più, ogni volta che sto per cimentarmi con una nuova serie prometto di perdere tra i 15 e i 20 punti di Pil, inteso come “prodotto interno lardo” (rìde). Non ci sono mai riuscito finora, devo scusarmi anche per questo! Magari la prossima volta sarà quella giusta».

«Non sapevo se accettare…»

Quando ti era stato proposto questo ruolo come hai reagito Lino Banfi?

«All’inizio ero parecchio titubante, e non sapevo se accettare la proposta o meno: alle spalle avevo infatti diversi fdm di successo e nutrivo qualche dubbio. Non conoscevo di persona neppure Giulio Scalpati: sapevo che era un attore impegnato e avevo delle perplessità. Poi, dopo diverse insistenze e aver visto il format originale spagnolo, mi convinsi che il personaggio di nonno Libero potesse regalarmi grandi gioie. Certo, mai avrei immaginato così tante! Vedere che oggi ho un pubblico così trasversale, composto da tre generazioni di fan, mi fa un certo effetto».

Nonno Libero somiglia a nonno Lino Banfi?

«Come lui sono complice e comprensivo con i miei nipoti. Ogni tanto mia figlia Rosanna mi prende da parte e mi dice di non esagerare. In passato è capitato che trascorressi più tempo con i miei nipoti della fiction che con quelli veri. Anche Eleonora (Cadeddu, che veste i panni di Annuccia, ndr) dice spesso che ha passato più tempo con me che con il suo vero nonno. Ha cominciato a recitare con noi a due anni, io la tenevo sempre in braccio e ora è una splendida ragazza di 21 anni».

«Sono molto orgoglioso di lui»

C’è un importante novità anche nella tua famiglia.

«Mio nipote Pietro è partito il 15 agosto per l’Olanda. È un cervello in fuga, vuole diventare fisico nucleare. È bravo e abbiamo voluto premiarlo regalandogli questa importante occasione. Frequenta una delle più prestigiose università dei Paesi Bassi, occorrono voti altissimi per poter essere ammessi. Sono molto orgoglioso di lui».

A casa  Lino Banfi come vivete questa lontananza forzata?

«Siamo un po’ in ansia. Quando parliamo con Pietro ci facciamo sentire sempre allegri e tranquilli. Poi, subito dopo il termine della conversazione, io e Rosanna ci emozioniamo fino alla lacrime».

Che consigli hai dato a tuo nipote Pietro?

«lo non ero uno studioso come lui, ma un artista disoccupato e squattrinato. Gli ho consigliato di lavorare sodo e di non lasciarsi tentare dalle distrazioni».

Sito ufficiale Rai Un Medico in Famiglia

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