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Il cantante Biagio Antonacci ricorda la morte del padre Paolo

7 Giugno 2014 di Fabrizio Antares 1 Comment

Biagio Antonacci

Il cantante Biagio Antonacci

E adesso dedichiamo questo articolo al cantante Biagio Antonacci ma sopratutto al padre del cantautore milanese che è scomparso all’età di 79 anni . Un grave lutto ha colpito Biagio Antonacci, infatti il padre dell’artista è venuto a mancare all’età di 79 anni dopo una lunga malattia.  L’artista ha voluto dedicargli un post molto toccante nella sua pagina facebook dove ha scritto

“Vorrei poterti ripetere all’infinito grazie, perchè grazie a te ho preso la vita come era giusto prenderla, te ne vai nei giorni di gloria e di festa, in silenzio, come amavi fare le cose. Spero che la forza sospenda l’eterno dolore, che la vita abbia un senso più forte. E che l’amore sia anche questa assenza. Canterò più forte. E che l’amore sia anche questa assenza. Canterò più forte con l’infinito amore. Ciao Papà Biagio”

Parole sicuramente che sono espressione di un dolore profondo che il cantante ha portato con se nel palco dell’Arena della Vittoria di Bari dove si è esibito e a pochi km da dove il padre stesso era nato e cresciuto. Per questo la musica in quella serata cosi’ unica diventa collante e si trasforma in una sorta di abbraccio caldissimo.  Sono le parole che in questi giorni aprono il suo sito e che Biagio fa ascoltare anche a Bari , lo scrive dal palco verso la fine del concerto su un IPad e il messaggio viene proiettato sul maxi schermo dell’Arena, parole che vanno verso l’alto fino a diventare un puntino forte e luminoso nel cielo. Quando sarà sicuramente il concerto che Biagio non potrà mai dimenticare assieme a quello del 31 maggio a San Siro, Milano, la città dove è cresciuto con la sua famiglia e dove incontrerà due amici speciali che lo abbracceranno come Laura Pausini e Eros Ramazzotti

“Veniamo dai cortili umili e oggi siamo ascoltati e amati”

dice Biagio Antonacci. Ma Bari in particolare è stata teatro dell’emozione a caldo e tutto lo spettacolo ha viaggiato straordinariamente sul doppio binario, la storia delle sue canzoni è parallela al percorso della vita nella quale Papa Paolo è stato scuola di onestà. E l’ambiente di Rozzano, alle porte di Milano dove Antonacci è nato, non era facile. Spesso lo stesso Biagio Antonacci ha raccontato come molti amici di questa periferia siano finiti male purtroppo , sopratutto la droga , il malessere, la mancanza di speranze e di punti fermi. A non finire male lo ha aiutato la musica certo, ma anche quella figura è stata un’ancora sicura. Infatti Paolo Antonacci era persona conosciuta e stimata per il suo impegno civile e sociale e negli anni 80 è stato assessore ai servizi civili e sociali del comune di Rozzano. Per questo ai funerali una folla immensa si è stretta attorno a mamma Ornella , il fratello Graziano, il genero Gianni Morandi, papa’ di Marianna che la madre dei due figli di Antonacci, Paolo e Giovanni, con il figlio Marco e la stessa Rosita Celentano. Ma sopratutto veramente tantissima gente.

Intervista a Biagio Antonacci tratta da Visto.

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Tre anni fa Melania Rea veniva uccisa dal marito

26 Aprile 2014 di Francesca Migliorini Leave a Comment

Melania Rea

Melania Rea uccisa 3 anni fa dal marito Parolisi

E adesso un articolo dedicato a Melania Rea e ovviamente a Salvatore Parolisi con questo ricordo di Vittoria rea che altro non è che la madre della donna è stato ucciso il 18 aprile 2011 per il quale l’unico condannato è appunto il marito Salvatore con una pena a trenta anni di carcere e dice la donna

“mia figlia da lassù guida i passi della sua bambina e la sua morte rimarrà un monito contro i femminicidi“

due famiglie che sono state distrutte dal dolore che tornano adesso a parlare. Da una parte i genitori e le sorelle di Salvatore Parolisi, che si sentono come delle vittime di una mala giustizia

“Salvatore è innocente”

continua a dire con un solo filo di voce la sorella di Franca. Dall’altra parte invece ci sono i genitori e il fratello di Melania rea che aspettano con ansia la conferma della sentenza della corte d’appello

”

credo nella giustizia, spero che la cassazione ribadisca l’ergastolo”

ripete mamma Vittoria Rea. Nel frattempo tre anni dopo la sua uccisione Melania è diventata un po’ il simbolo di tutte le donne vittime di femminicidi. Era il 18 aprile del duemilaundici quando in un gesto di follia del marito, almeno questo pare essere l’esito del processo, ha spezzato l’esistenza di quella bella ragazza nei suoi giorni migliori, portandola anche alla felicità di una bambina di diciotto mesi. Melania, mamma affettuosa, moglie innamorata, figlia modello, quel pomeriggio era andata in gita a colle San Marco nella scuola, con la sua piccola vittoria e il padre Salvatore, suo primo e unico uomo. Da lì i coniugi secondo la ricostruzione dei giudici che anche in appello dell’autunno duemilatredici hanno condannato a trent’anni Parolisi, si sono spostati pochi kilometri più a sud, nel bosco delle casermette. Qui Parolisi forse in preda ad un raptus per il rifiuto della moglie di avere un rapporto con lui ha ucciso Melania a coltellate, mentre la bimba, ignara, dormiva nell’auto. Quindi l’uomo ha cercato di procurarsi un alibi sostenendo che la donna si era allontanata nel parco per andare in bagno senza più fare ritorno. Una versione cui i giudici non hanno creduto. Ma qual è stato il motivo del delitto? È presto emerso dall’inchiesta che Melania e Salvatore non erano una coppia felice. Salvatore, marito e padre apparentemente perfetto da tempo tradiva Melania con una delle soldatesse che addestrava, di nome Ludovica e travolto da questa relazione extraconiugale, o forse messo alle strette dalla moglie che aveva scoperto la sua doppia vita, ha perso la testa e umanità. Franca, però, la sorella di Parolisi minimizza il tradimento del fratello

“mi dispiace per Ludovica, chissà cosa le aveva messo in testa Salvatore, però sinceramente che lei non mi interessa. A me importa solo di Melania che non c’è più, di mio fratello mi ha tradito, ma non è un assassino di mia nipote. Vittoria ha bisogno di suo padre, deve poterlo vedere. Quando io una volta alla settimana la vado a prendere e insieme telefoniamo a Salvatore, lei gli racconta le sue giornate e poi gli dice sempre papà ti ricordi quando c’era la mamma? A fatti voglio tanto bene”

di tutto altro parere invece è Michele rea fratello di Melania

“non credo che un padre abbia diritto di definirsi tale quando tradisce la moglie proprio nel momento in cui sta diventando padre. Durante le indagini sono risaliti anche acquisto. Melania per il parto era tornata a casa nostra, assomma vesuviana e quando è iniziato il travaglio abbiamo cercato Salvatore ma non lo abbiamo trovato. Ora sappiamo dove era era con Ludovica. Poi quando è in carcere non ha mai scritto una sola riga, né a sua figlia e nemmeno alla nostra famiglia. Le famose lettere al Vittoria divenute pubbliche a noi non sono mai arrivate mentre so che scrive molto spesso Ludovica. Evidentemente il di lei si preoccupa”

intervista attratta dalla rivista visto

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La scrittrice Andrea Delogù la Collina, il triste segreto di San Patrignano

25 Aprile 2014 di Francesca Migliorini Leave a Comment

Adesso facciamo quello che in gergo si chiama off topic ossia andiamo fuori tema e non vi parliamo di uomini e donne né di amici o grande fratello, ma oggi in questa giornata della Santa Pasqua vogliamo affrontare anche qualche argomento più impegnativo e  parliamo di Andrea Delogu, una giovane scrittrice che ha raccontato la sua incredibile esperienza a San Patrignano luogo nel quale ha trascorso la sua infanzia con la madre e il padre che si trovavano in quel posto in cura, ma poi i genitori hanno deciso di andarsene da quel luogo in quanto non accettavano più alcuni metodi del posto. E leggiamo direttamente dalla rivista visto.

“Successe appena uscito dalla comunità. Di pomeriggio. Quando la mamma per la prima volta nella mia vita mi chiese cosa volessi per merenda. Lo so che per tutti è un dettaglio cui nemmeno si presta attenzione. Ma per me che non avevo mai potuto scegliere e che mi ero mangiata sempre comunque la stessa merenda degli altri senza nemmeno sapere che mi poteva esistere un’altra, fu una gioia indescrivibile. Fu così che mi accorsi che il mondo era diverso da quello che conoscevo.”

Avevo dieci anni ne sono passati altri ventidue prima che Andrea Delogu raccontasse in un romanzo quella che è stata sostanzialmente la sua infanzia: una bimba nata e cresciuta per un decennio in una comunità. Nella realtà di San Patrignano, la più famosa discussa comunità per il recupero dei tossicodipendenti fondata da Vincenzo Muccioli. Andrea racconta la sua storia nel romanzo la collina scritta a quattro mani con Andrea Cedrola

“a dire la verità la mia fu un’infanzia bellissima. I miei genitori si erano conosciuti a San Patrignano molto giovani, quando la comunità era ancora agli albori. A parte la scuola, in esterno tutto il resto del giorno lo passavamo correndo libera, andando a giocare nelle stalle, con i cavalli e le mucche. Mangiavo in mensa eravamo duemila. Non sapevo cosa volesse dire il pericolo di attraversare una strada, il portarsi dietro le chiavi di casa. Neppure scegliere. Certo, qualche volta vedevo qualcuno dei grandi con dei lividi. Ma non mi interrogavo sul perché. Solo quando iniziarono i processi, e io avevo quattordici anni cominciai a capire che non tutto era quello che appariva”

no. In mezzo a miriadi di ragazzi salvati dalle crisi d’astinenza, rimasero alcune ombre sui metodi usati per liberare i giovani dalla droga. Di fatto, nella comunità più di qualcuno si suicidò. Qualcuno morì, ma non di droga. Gli anni ottanta erano stati degli anni dell’eroina, delle siringhe ad ogni angolo di strada. Di persone ridotte a zombie, pronti a qualsiasi cosa pur di procurarsi una dose. Nessuno all’inizio sapeva come uscire da una piaga che affliggeva l’Italia intera:

“Muccioli agiva distinto. Non c’erano esperti del settore, perché l’eroina era nuova. Lui ti dava una casa, un lavoro, un alloggio. E nessuno sapeva mai quanto sarebbe durata la cura. Quello che poteva accadere ai grandi di noi piccoli nemmeno lo intuiva”

ma poi Andrea si è informata ha raccolto articoli di giornali, libri, atti dei processi e soprattutto ascoltato testimonianze.
“C’è anche un sito Internet che racconta alcune storie La mappa perduta. com”
Quindi è stato tutto un ripensare a cosa e come scrivere

“mi dicevo sempre a chi vuoi che interessi la storia di una bimba cresciuta San Patrignano? Finché non ho incontrato lo sceneggiatore Andrea Cedrola”. Abbiamo così decide di scrivere un romanzo che fosse solo ispirato alla comunità e che non rispecchia del gusto quello che è accaduto in realtà, per dare più spazio alla narrativa”

Nonostante questo il libro ha scatenato le ire di Andrea il figlio di Muccioli che l’ha attaccata pubblicamente da Facebook dicembre

“il luogo che viene descritto non è la San Patrignano in cui sono cresciuto, ho amato, ho lottato, sofferto, riso costruito tanto, a fianco di tanti ragazzi e famiglie. L’uomo che vi raccontato non è certamente Vincenzo Muccioli. Mio padre aveva tanti pregi tanti difetti ma era un uomo buono e giusto, con una generosità straordinaria che gli proveniva dal rispetto per la vita e per l’uomo”

viene da chiedersi come la piccola Andrea Delogu vedesse Vincenzo Muccioli

“lo consideravo il padre di tutti. Decideva ogni cosa. Ogni tanto capitava che in un piazzale della comunità, parlasse al microfono dell’errore commesso da qualcuno. Egli tirasse dei ceffoni davanti a tutti. Ma pensavo fosse normale. E che certamente quei ceffoni il tizio se li meritasse.”

Ma ai processi verrà fuori altro su quanto accadeva all’interno della comunità

“persone incatenate alla macelleria, nel canile, nella piccionaia, in pellicceria. Punizioni pesanti violenze “

fu per questo, dice che suo padre e sua madre decisero di portarla via da quel luogo

“La mamma era più ribelle, papà però era l’autista di Muccioli, il suo uomo di fiducia. Quando ritiene di non potere più resistere e andammo via fu lui a registrare le conversazioni poi portate al processo”

già il padre di Andrea Delogu fu uno dei grandi accusatori del fondatore di San Patrignano. Ma perché non se ne andò via prima!

“Bisognerebbe capire come vivere in una comunità. Lì tu avevi tutto cibo, un tetto, un lavoro, tranne i soldi”

Intervista attratta dalla rivista visto

Filed Under: Cronaca Tagged With: Andrea Delogù

Gli stilisti Dolce e Gabbana siamo innocenti , 30 aprile la sentenza

11 Aprile 2014 di Francesca Migliorini 1 Comment

Dolce e GabbanaLeggiamo adesso direttamente dalla rivista visto degli stilisti Dolce e Gabbana che sono accusati dal fisco di avere evaso le tasse, ma loro proclamano la loro onestà. Da giovani portavano gli abiti su è giù dai tra i taxi erano per loro troppo cari. Un carattere che li sta girando in questi difficili momenti mentre stanno aspettando che esca la sentenza d’appello per un’accusa di evasione fiscale che persino la pubblica accusa ha giudicato inconsistente. Eppure come correvano Domenico Dolce e Stefano Gabbana su è giù del tram sotto la pioggia battente, carichi di a pacca panni e che i taxi erano vietati. Troppo cari, e nessuno avrebbe mai rimborsato le spese. Quello che è certo è che Stefano e Dolce Gabbana con il linguaggio affilato che si caratterizza quando fece conoscenza con Domenico disse

“sembra un prete morto”

perché era tutto bianco e vestiva di nero

“comprava tutto nei negozi dei prezzi, pantaloni, giacche, cappotti, tutto nero”

anche oggi si veste nello stesso modo, al massimo i pantaloni sono sostituiti dai jeans, è tutto rigorosamente o non marca. Dolce e Gabbana da capo a piedi. Stefano, che come i molto belli è un po’ vanitoso, ogni tanto preferisce tradire e scegli le etichette di ragazzi emergenti e sconosciuti, appunto. Ma una volta anche un cappotto di Yves Saint Laurent e un giubbotto in pelle di Balenciaga ed un minimo, da fanatico della propria griffe, gli ha rinfacciato per mesi. L’intesa fortissima che c’è tra loro, Domenico cinquantacinque anni nato a generosa vicino a Palermo, impegnato da sempre nella piccola azienda di abbigliamento del padre saverio e Stefano cinquantun anni milanese studente di grafica che però sceglie la moda come sbocco futuro, è cominciata come una storia d’amore professionale. Sempre insieme a un altro con lavorazioni ed esperienze e dando vita al proprio marchio, fino alla sfilata nel loro studio vicino alla camera del lavoro, con tanta folla da far temere che sprofondasse il pavimento. E così che il gran maestro della moda italiana Beppe Modenese li invita nelmillenovecentoottantacinque alla sfilata di Milano collezioni nuovi talenti, portando alla ribalta di un palcoscenico più vasto quel loro così particolare gusto, che attinge alle tradizioni e alla cultura del Mediterraneo. È in un momento dove la memoria è a breve gittata e le difficoltà degli inizi vengono cancellati come dimostrazione di debolezza, la celebre coppia ha sempre ringraziato ufficialmente il grande maestro per l’occasione che gli ha offerto dal primo in via Santa Cecilia, dove aveva sede il loro atelier a quelli magnifici e come performance teatrale nell’ex cinema è troppo l’dove la lunga coda dei compratori stampa e blogger che fa innervosire i vigili, è il segnale più sicuro dell’evento. Sempre insieme, ma da tempo con vite sentimentali separate. Dopo aver vissuto diciannove anni vicini notte e giorno, vacanze e il lavoro, successi e polemiche, oggi vivono uno in un’appartamento e uno in un altro, al quinto e al sesto piano dello stesso palazzo. Perché l’intimità che li lega è così profonda che ha resistito anche alla tempesta seguita a una lunga intervista su sette, il quotidiano del Corriere della Sera, nella quale raccontavano in tutta semplicità la loro lunga relazione.

Intervista attratta dalla rivista VISTO

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La scheda della ministra Marianna Madia del governo Renzi

5 Aprile 2014 di Francesca Migliorini Leave a Comment

Marianna MadiaE ora facciamo un po’ di cronaca con la giovane ministra classe 1980 Marianna Madia di un solo anno più anziana della collega Maria Elena boschi, si tratta di una donna veramente infaticabili che divide il suo tempo fra la visione della Peppa Pig con il figlio primogenito Francesco e una seduta a palazzo Chigi, col suo primo ministro targato Matteo Renzi tra un ciak e cinematografico da comparsa in un film di Fausto Brizzi e l’attenzione rivolta all’ormai imminenti sino parto della seconda genica. I maligni vocifera no che il suo impegno maggiore lo rivolge da sempre alla cura delle amicizie influenti che l’hanno fin qui spinta verso l’alto, dall’affetto di Walter Veltroni, amico di suo padre al fidanzamento illustre poi interrotto con Giulio Napolitano figlio dell’attuale presidente della Repubblica. Lei si ribella e invita guardare i fatti, se sia più bella o più brava, più mamma o più ministro staremo a vedere. Di sicuro ha davanti a sé un ruolo da far tremare le vene ai polsi: riformare la pubblica amministrazione italiana, secondo i compiti del suo dicastero e crescere bimbi piccoli un’impresa piuttosto che l’altra. Intervista Marianna Madia

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Mario Bartolozzi investito da Fiorello :”non provo rancore, ha commesso una cretinata”

18 Marzo 2014 di Tatanca Leave a Comment

Mario BartolozziParla per la prima volta Mario Bartolozzi ossia il pensionato di settantatré anni che è rimasto vittima dell’incidente con il conduttore Rosario Fiorello. Mario Bartolozzi dopo essere stato investito da conduttore è stato soccorso al politecnico gemelli di Roma mentre adesso si trova ricoverato nella villa Stuart che come saprete perfettamente è una delle cliniche più famose della capitale. Ma mentre Rosario Fiorello non si ricorda nulla di quanto è accaduto quel maledetto lunedì mattina il pensionato è sempre rimasto vigile e lucido e dopo l’incidente ha dichiarato

“ricordo tutto perfettamente. Andavo a una seduta di fisioterapia. Stava attraversando la strada sulle strisce pedonali. Due auto si erano fermati per farmi passare. Ho messo il piede sinistro sul marciapiede e poi ho sentito gridare. La Vespa di cervello mi ha completamente stravolto spezzandomi la gamba”

da quel giorno la figlia Laura e la moglie Anna Maria non hanno lasciato il pensionato da solo per un secondo e adesso si trova nella villa per recuperare le forze. Mario Bartolozzi aveva già in precedenza subito un intervento alla spalla, ma adesso dovrà farne almeno altri due alla gamba a causa della frattura scomposta al tibia e per ogni. Ma nonostante questo l’ex amministratore delegato di Ina Assitalia Mario Bortoluzzi ha dichiarato

“non provo rancore. Non voglio speculare su questa storia. Penso che chiunque possa commettere una cretinata”

Le famiglie di Mario Bortoluzzi e Fiorello ognuno a suo modo dal giorno dell’incidente sono state sotto la lente d’ingrandimento. Non è passata inosservata la telefonata che il comico ha chiesto di fare l’uomo che aveva investito non appena ha recuperato le forze

“mi ha chiesto scusa perdono”

ha detto il signor Mario

“mi ha detto che vuole chiedermi scusa di persona. Poi mi ha fatto sorridere perché mi ha detto, posso venire a trovarti come si legge in una scarpa? Gli ho dettolo che mi avrebbe fatto piacere. Non nutro alcun sentimento di rabbia nei suoi confronti. Sono abituato a risolvere tutto civilmente. Siamo una famiglia per bene. Poi dà subito da quando eravamo nella stessa stanza al gemelli ha sempre chiesto di. È stato il suo primo pensiero. Anche sua moglie Susanna è sempre stata gentile con me. Certo gli ho detto che deve stare attento. Purtroppo a Roma attraversare sulle strisce è diventato pericoloso. E per questo sono sempre attento. Ma quella vespa è sbucato all’improvviso. È un miracolo se siamo entrambi vivi. Potevamo morire per quelli a qualche imprudenza. Per questo vorrei che questa storia servisse per fare capire ai motociclisti e agli automobilisti che devono dare la precedenza a chi è sulle strisce. È una questione di civiltà. Non si può rischiare la vita per attraversare la strada”

a farsi portavoce in casa Fiorello invece stato il fratello Beppe. Che dopo i primi momenti di spavento chiede rispetto per tutti gli attacchi che stanno ricevendo. Soprattutto su Twitter, il mondo virtuale dove Rosario sempre stato una star

“mio fratello è tornata a casa ma sta male. E chiede sempre del signor Mario. Spero che stia meglio di quanto sia lui. Siamo due famiglie coinvolte in un incidente molto grave e siamo in attesa di un miglioramento per entrambi, che speriamo arrivi presto. A Rosario o filtrato tutto il cinismo che serpeggia nei suoi confronti. Soprattutto nel Web. Come se fosse una sua abitudine di uscire di casa e mettere sotto le persone. Al contrario gli dico tutto l’affetto che gli sta arrivando”

stralcio di intervista attratta dalla rivista visto

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Dice il fratello Rosario Fiorello sta male, molto male, annullate le tourneè

10 Marzo 2014 di Tatanca 1 Comment

Rosario FiorelloVeniamo adesso ad occuparci un pò del cantante e conduttore Rosario Fiorello che come sicuramente avrete appreso si trova in questo momento in ospedale a Roma dopo l’incidente che ha avuto in moto per ulteriori accertamentei e per evitare complicazioni. Purtroppo l’incidente per il popolare conduttore televisivo non ha avuto problemi solamente dal punto di vista fisico ma anche sul morale a tal punto che lo stesso cantante ha annullato i suoi impegni il 16 marzo a Novara, Trento, Assisi, Senigallia, Cremona. Lo stato di preoccupazione di Fiorello non è solamente per se stesso , ma anche per l’uomo che ha investito , ossia ci riferiamo al 72 enne Mario Bartolozzi , il quale apprendiamo avere riportato fratture multiple e in settimana dovrà subire un altro intervento. Lo confessa il fratello Beppe Fiorello che al Corriere della Sera confessa

“Rosario sta male, sta molto male. Non si rende conto neanche del suo stato d’animo, perché lo stato confusionale e il dolore sono molto importanti e non gli permettono neppure di valutare certe emozioni. Una riesce a valutarla: chiede continuamente e costantemente del signor Mario, vuole sapere come sta e spera che stia bene, forse meglio di come sta lui stesso”

Molti colleghi hanno parlato dello stato di salute del cantante siciliano fra cui l’amica cantante Laura Pausini che insieme a Jovanotti gli ha dedicato questa bella strofa

“Fiorello che di nome fa Rosario, un giorno di mattina a inizio marzo conobbe all’improvviso il signor Mario e insieme andarono al pronto soccorso”

Un augurio da parte di tutto il blog di pronta guarigione a lui e al signor Mario.

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Fabrizio Corona replica a Belen Rodriguez :”giudizio disumano”

12 Febbraio 2014 di Francesca Migliorini 1 Comment

Fabrizio CoronaA quanto pare per Fabrizio Corona nel 2014 ci saranno altri guai infatti pare che possa essere accusato di evasione fiscale per una cifra molto vicino al milione di euro, anche se il suo avvocato Ivano Chiesa tende a sminuire il tutto dicendo che si tratterebbe di un semplice accertamento

“problemi che questi tipi di accertamento comportano dal punto di vista probatorio e per chi si deve difendere», ha riportato il sito de Il giornale. «Ma noi ci difenderemo nel processo”

Ricordiamo che al momento Fabrizio Corona è rinchiuso nel carcere di Opera e li dovrà scontare una pena cumulativa in definitiva a 14 anni di reclusione

e sul giudizio di Belen Rodriguez che ha definito il suo libro come un’operazione commerciale ha detto

 

“Non me l’aspettavo proprio da Belen una frase così, perché non è vero. È un giudizio disumano”

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Gabriella madre di Fabrizio Corona su Belen :”giudizio cattivo e disumano”

12 Febbraio 2014 di Francesca Migliorini 1 Comment

Fabrizio CoronaOra un’articolo veramente molto commovente di Gabriella Corona madre di Fabrizio Corona attualmente detenuto a quattordici anni in carcere a Opera che parla di suo figlio che ormai è già in prigione da oltre un anno e non manca di lanciare qualche frecciatina a Belen Rodriguez la ex di Fabrizio Corona che recentemente non è stata certamente tenera con Fabrizio Corona in merito al libro che lui ha scritto nel carcere e che si chiama mea culpa.

“Belen Rodriguez ha detto del libro scritto in carcere da mio figlio è soltanto un’operazione commerciale. Si tratta di un giudizio cattivo disumano verso un uomo che sta contando quattordici anni di galera. Ha commesso reati ma rischia di pagarli in modo davvero eccessivo”

viene chiesto come sta Fabrizio Corona!

“Per quanto possibile sta bene, anzi, e persino gasato in questo momento per come sta andando il suo libro di librerie è nella classifica dei volumi più venduti”

nel libro si legge di un Fabrizio Corona differente un ritratto diverso da come lo conosciamo pieno di sentimenti e di sofferenze, è un libro studiata a tavolino!

“No nel libro viene fuori il vero carattere di Fabrizio corona più profondo e autentico , tutti conoscevamo era solo un personaggio che lui si era costruito negli anni, perché su quel personaggio lui ci ha lavorato, c’ha guadagnato tanti soldi, mi ha fatto una sua carriera”

viene chiesto ma quando Fabrizio Corona sbagliava lei si arrabbiava? Faceva scenate come fanno certe mamme per portarlo nella giusta strada?

“Certo mi arrabbiavo e tanto e ogni tanto mi arrabbio ancora, perché lui ha sempre quel carattere, diciamo presuntuoso lo crede sempre di avere ragione e a volte non è così. Ma io devo sempre fare la mamma e quindi le luci sono sempre. E mi ritrovo a contraddirlo in alcune sue scelte, in alcune decisioni, scelte e decisioni che io però alla fine rispetto. Parlo ovviamente solo del suo presente, nel nostro oggi”

il fatto che Fabrizio corona si trovi di fronte a una condanna così dura impressiona anche giornalisti come me che lo conoscevano

“È una condanna eccessiva e credo che sia un parere generale: mi pare che la gente trovi assurdo il numero di anni che deve scontare, rispetto al tipo di reati commessi. Io penso ai sua reati devono essere puniti con la giusta prima. Ma Fabrizio corona è stato punito anche per i reati mai commessi, anche se su questo punto io non posso entrare nello specifico al momento”

forse nel caso del calciatore della Juventus David Trezeguet a cui ha chiesto venticinquemila euro per quarantacinque fotografie compromettenti. Solo per caso gli valse una condanna a cinque anni, la stessa presa da un uomo che, ubriaco e senza patente ha ucciso con la sua auto due ragazze Roma

“non posso dire nulla cerchi di capirmi su certi temi possono parlare sull’tanti regali e gli avvocati”

che cosa fa adesso è in prigione

“fa molto in un anno anche come carcerato ha fatto cose che gli altri fanno in una vita. Ha realizzato un progetto per i detenuti del carcere di Busto Arsizio, dove è stato in prigione prima di Opera , e che è stato sovvenzionato dagli enti della sua azienda di comunicazione. È un progetto che è già funzionanti, e si pone come obiettivo quello di dare lavoro ai detenuti che hanno anche un giornale in rete, curato da mio figlio Federico corona che un giornalista. Un’iniziativa andrà avanti. Ad opera è un detenuto modello, lo hanno anche spostato in una sezione con celle aperte e lavora anche”

molti personaggi dello spettacolo come Belen Rodriguez lo hanno criticato come se lui l’avesse sentita

“Belen Rodriguez ha detto che il libro di mio figlio è un’operazione commerciale, è una dichiarazione che mi ha rattristato, non me l’aspettavo proprio che delle discese una frase del genere perché non è vero. È un giudizio disumano per un detenuto che ha di fronte quattordici anni di galera. Il libro, sottolineo, è tutto tranne che l’operazione commerciale, ma un’autoanalisi che è servita Fabrizio corona per far capire a tutti che lui sta facendo un processo di cambiamento e questa è la verità”

da visto

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Dudù il cane di Silvio Berlusconi in visita al Milan

25 Dicembre 2013 di Tatanca Leave a Comment

E adesso veniamo a occuparci di Dudù sul quale c’e’ veramente una sovrastruttura anche esagerata …insomma gli italiani avrebbero anche cose molto più serie di cui occuparsi tranne che del cane di Silvio Berlusconi…In ogni modo leggiamo direttamente da Visto
Una vecchia canzone napoletana recitava

“Io , mammeta e tu”

per descrivere un fidanzamento in cui la madre di lei era sempre tra i piedi. Se sostituiamo la suocera con Dudù, si puo’ applicare alla relazione tra Silvio Berlusconi 77 anni e Francesca Pascale 28 anni, che ormai non fanno un passo senza l’ingrombante barbocino appresso. Ecco la foto diffusa sui social network in cui la coppia o meglio il terzetto si mostra sull’aereo che ha portato il Cavaliere in visita al campo d’allenamento al Milan. Dudù si è guadagnato cosiì le forci ironie dei tifosi

“Corre senz’altro piu’ dei nostri giocatori”

A cui si è aggiunto il sarcasmo di Gene Gnocchi che già vede il barboncino come terzo amministratore delegato del Milan.

 

Il cane di Silvio Berlusconi

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