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L’attrice Valeria Solarino e l’amore con Giovanni Veronesi

Ha sofferto una Fame chimica e ha avuto La febbre. Sono solo alcuni dei film che hanno fatto conoscere la bravura di Valeria Solarino, in questi giorni al cinema con Smetto quando voglio Masterclass, dove interpreta Giulia, una donna incinta che continua a perdonare le bugie del suo partner. «È stato divertente tornare a lavorare con un gruppo di attori così affiatato, anche se io ho interagito soprattutto con Edoardo Leo, che nel film interpreta Pietro, mio marito», racconta l’attrice, che in questi giorni è anche a teatro con la tournée di Una giornata particolare, in cui divide la scena con Giulio Scarpati.

 

«Sul set c’era un clima di amicizia. Mi sono trovata molto bene in particolare con Edoardo, e non nascondo che in parecchi momenti, durante le riprese, è stato complicato rimanere seria!»

ammette Valeria,

 

«ha una mimica facciale pazzesca: mi bastava guardare un suo primo piano per scoppiare a ridere. Mi è dispiaciuto, però, non fare delle scene d’azione».

Come mai?

«Recitare in un action movie è da sempre uno dei miei sogni nel cassetto. Mi vedrei bene in una storia movimentata come Nikita. Detto questo, apprezzo anche il personaggio di Giulia che interpreto in Smetto quando voglio – Masterclass: rappresenta un po’ la parte privata di Pietro che, tra una missione e l’altra (è a capo di una divertente “banda”, ndr), spera di regolare i suoi conti con la giustizia e di tornare a casa per dedicarsi alla sua famiglia, mentre Giulia lo aspetta con pazienza».

«Ho recitato con il finto pancione!»

Nella realtà anche tu sei così paziente in amore  Valeria Solarino?

«No, affatto. Giulia riesce a resistere di fronte alle continue false promesse del suo Pietro. Io, per come sono fatta, non riuscirei a pazientare di fronte a nessuna finta promessa. Lei è innamorata dell’idea di far parte di una coppia e per questo stringe i denti. Io, invece, invece, resto dell’idea che in amore, e in generale, non si debba sempre sopportare tutto».

Come scegli un ruolo Valeria Solarino?

«Sono istintiva e decido se accettare o meno subito dopo aver letto la sceneggiatura. Mi piace parlarne anche con il regista, perché a quel punto capisco realmente se la tipologia di film è adatta a me. Mi piace partecipare soltanto a progetti che ritengo nelle mie corde, non mi va di recitare senza crederci. D’altra parte, è vero, sono un’attrice, ma ritengo che non sia obbligatorio fare film!».

Non sei ancora mamma, che effetto ti ha fatto recitare con il pancione Valeria Solarino?

«È stato simpatico. In particolare lo è stato cambiare il finto pancione, di volta in volta, per fingerne la crescita. Mi sono divertita a rivedermi sul grande schermo con una pancia sempre più voluminosa. Tra l’altro, non era la prima volta che mi capitava: anche nella fiction Anita Garibaldi, diventavo mamma».

E nella realtà quando ti vedremo con gli abiti pre-maman?

«Chissà, vedremo… (sorride)».

Quando non sei impegnata in teatro o sul set, che cosa ti piace fare?

«Cerco di dedicare il maggior tempo possibile allo sport. Sono sempre stata un’appassionata di fitness, per tanti anni ho giocato a palla-canestro. Adesso, invece, mi sto dedicando soprattutto al tennis. Lo sport mi ha insegnato il valore della disciplina, che ritengo fondamentale nel lavoro e nella vita».

La tua splendida forma fìsica è dovuta solo allo sport?

«Si, con un po’ di sano e costante impegno quotidiano, grazie allo sport è possibile stare bene e in forma».

Progetti futuri?

«In questo periodo sono impegnata con la tournée di Una giornata particolare, trasposizione teatrale del celebre film di Ettore Scola. Siamo già alla seconda stagione e fino a fine marzo saremo in giro per l’Italia. Lo considero un bellissimo regalo per la mia carriera. Sia io che Giulio Scarpati, che recita con me, per interpretare i nostri ruoli non ci siamo ispirati a quelli portati tanti anni fa sul grande schermo da Sophia Loren e Marcello Mastroianni, intanto perché ci sono delle differenze tra film e spettacolo, ma soprattutto perché consideriamo quegli attori troppo “grandi”».

 

Intervista a Valeria Solarino tratta da Vero

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